Nei primi secoli a. C. i mosaici policromi raggiunsero uno sviluppo assai vasto. Si può dire che non vi fosse casa signorile che non ne avesse almeno uno su muro, una pavimentazione, una iscrizione di saluto per gli ospiti su colonne o pareti e altro ancora.
I soggetti musivi erano assai vari: ve n'erano di mitologici, storici e contemporanei, infatti, tra il IV-V secolo, si afferma uno stile “espressionista” con figure dai precisi contorni e nette campiture cromatiche.
Seguendo questo stile, alcune grandi ville romane vennero decorate da vastissimi complessi musivi policromi, come i mosaici di Piazza Armerina, in Sicilia, del IV sec. d. C, con 3500 metri quadri di pavimentazione musiva (vedi immagini sul sito www.piazzaarmerina.org).
I mosaici con tessere auree, care all'epoca bizantina, risalgono in genere al III sec. d.C. secolo, ma di recente sono state scoperte figure lumeggiate in oro nella Domus Aurea neroniana in Roma. L'arte del mosaico coi romani aveva raggiunto vette di perfezione tuttora visibili nei pavimenti delle Villae patrizie.
Nelle varie province sotto il dominio romano, esistevano scuole di mosaico regionali caratterizzate da repertori decorativi e cromatici specifici.
Nelle Gallie, ad esempio, si producevano principalmente mosaici geometrici, mentre nell'Africa settentrionale si imposero i mosaici figurativi. Di gran lusso e molto costosi, erano i pavimenti in commessi di marmo (sectilia), destinati alle residenze imperiali e ai più importanti edifici pubblici, come i palazzi imperiali del Palatino a Roma e la Villa Adriana di Tivoli.
I soggetti musivi erano assai vari: ve n'erano di mitologici, storici e contemporanei, infatti, tra il IV-V secolo, si afferma uno stile “espressionista” con figure dai precisi contorni e nette campiture cromatiche.
Seguendo questo stile, alcune grandi ville romane vennero decorate da vastissimi complessi musivi policromi, come i mosaici di Piazza Armerina, in Sicilia, del IV sec. d. C, con 3500 metri quadri di pavimentazione musiva (vedi immagini sul sito www.piazzaarmerina.org).
I mosaici con tessere auree, care all'epoca bizantina, risalgono in genere al III sec. d.C. secolo, ma di recente sono state scoperte figure lumeggiate in oro nella Domus Aurea neroniana in Roma. L'arte del mosaico coi romani aveva raggiunto vette di perfezione tuttora visibili nei pavimenti delle Villae patrizie.
Nelle varie province sotto il dominio romano, esistevano scuole di mosaico regionali caratterizzate da repertori decorativi e cromatici specifici.
Nelle Gallie, ad esempio, si producevano principalmente mosaici geometrici, mentre nell'Africa settentrionale si imposero i mosaici figurativi. Di gran lusso e molto costosi, erano i pavimenti in commessi di marmo (sectilia), destinati alle residenze imperiali e ai più importanti edifici pubblici, come i palazzi imperiali del Palatino a Roma e la Villa Adriana di Tivoli.

