Quando la civiltà romana cadde sotto i colpi dei barbari invasori, l'arte traslocò presso le sicure terre d'oriente: a Bisanzio e nel resto dell'Impero d'Oriente, si formarono scuole di mosaicisti che produssero opere grandiose; sotto la spinta della nuova religione, il cristianesimo, i muri delle basiliche si vestirono di miliardi di piccole tessere colorate.
I mosaici più famosi giunti fino a noi sono senza dubbio quelli di Ravenna, tra cui i cicli del mausoleo di Galla Placidia e del Battistero degli Ariani, entrambi del V secolo, e i preziosissimi mosaici della chiesa di San Vitale, realizzati intorno al 547.
L'influenza di Bisanzio si fece sentire soprattutto a Venezia, dove l'arte musiva trovò la sua massima espressione nelle chiese di Santa Margherita, San Teodoro, e soprattutto, nella basilica di San Marco (il cui interno è interamente rivestito di mosaici risalenti a periodi diversi).
Anche molte chiese romane furono decorate a mosaico: le più note sono Santa Maria in Trastevere (1130-1143), San Paolo fuori le Mura (1218), San Giovanni in Laterano (1291) e Santa Maria Maggiore (1295).
Il mosaico bizantino, pittura per l'eternità, da oltre mille anni affascina per l'abbagliante splendore delle sue immagini sacre. Anche se sono opere artigianali, i mosaici seguono con precisione il variare del gusto e la problematica delle altre arti. Si può dire che nel mosaico bizantino c'è perfetta unione d'arte e mestiere, un'eccellenza raggiunta dall'insieme di ricchezza suggestiva e luminosità che scaturiscono da quei piccoli frammenti di colore che sono le tessere.
I mosaici più famosi giunti fino a noi sono senza dubbio quelli di Ravenna, tra cui i cicli del mausoleo di Galla Placidia e del Battistero degli Ariani, entrambi del V secolo, e i preziosissimi mosaici della chiesa di San Vitale, realizzati intorno al 547.
L'influenza di Bisanzio si fece sentire soprattutto a Venezia, dove l'arte musiva trovò la sua massima espressione nelle chiese di Santa Margherita, San Teodoro, e soprattutto, nella basilica di San Marco (il cui interno è interamente rivestito di mosaici risalenti a periodi diversi).
Anche molte chiese romane furono decorate a mosaico: le più note sono Santa Maria in Trastevere (1130-1143), San Paolo fuori le Mura (1218), San Giovanni in Laterano (1291) e Santa Maria Maggiore (1295).
Il mosaico bizantino, pittura per l'eternità, da oltre mille anni affascina per l'abbagliante splendore delle sue immagini sacre. Anche se sono opere artigianali, i mosaici seguono con precisione il variare del gusto e la problematica delle altre arti. Si può dire che nel mosaico bizantino c'è perfetta unione d'arte e mestiere, un'eccellenza raggiunta dall'insieme di ricchezza suggestiva e luminosità che scaturiscono da quei piccoli frammenti di colore che sono le tessere.

