Vini Siciliani

La viticoltura siciliana è determinata dalla gran luminosità solare di una terra vocata da millenni alla vigna, dalle condizioni climatiche straordinarie, che consentono la produzione d'uve di ottima qualità. La Sicilia testimonia, con i suoi vini, la secolare vocazione viti-vinicoltura, nota il tutto il mondo.

Vino rosso SiciliaLa Sicilia è la regione italiana con il più elevato patrimonio vitivinicolo di tutta la nazione, seguita dalla Puglia e dal Veneto, e può contare, per la produzione dei suoi vini, su un patrimonio di quasi 150 mila ettari di vigneti, il 77% dei quali è coltivato ad uva bianca, mentre il restante 23% è riservato alla vite a bacca rossa. Il vino siciliano è il risultato di una produzione di qualità garantita: diversi vini, infatti, possono vantare la Denominazione d'Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Denominazione di Origine Controllata (D.O.C) e l'Indicazione Geografica Tipica (IGT). La produzione vitivinicola si attesta principalmente a tre grandi distretti: quello occidentale che comprende il territorio di Trapani, della Val di Mazara fino a Sciacca, l'isola di Pantelleria ed alcuni comuni delle province di Palermo, Caltanissetta ed Agrigento. Qui abbiamo ad es. il noto Bianco Alcamo, il Marsala, Menfi, Moscati di Pantelleria, Sambuca di Sicilia, ecc… Al distretto nord-orientale, che comprende il territorio dell'Etna, della Val Demone e le isole Eolie, appartengono invece i D.O.C Etna, Faro e Malvasia delle Lipari. Il distretto sud-orientale che comprende il territorio di Siracusa, della Val di Noto e di Ragusa, produce il Cerasuolo di Vittoria, il Moscato di Noto e di Siracusa. Grande è la varietà dei vini siciliani; si contano ben 28 vitigni autoctoni. I principali vitigni coltivati attualmente nell'isola sono il Catarratto Bianco e il Trebbiano Toscano oltre al il più famoso vitigno siciliano: il Nero d'Avola cui segue l'Inzolia, il Grillo ed una piccolissima parte di vitigni internazionali - Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Chardonnay e Sauvignon Blanc. I terreni coltivati a vite si concentrano per il 65% in collina, per il 30% in pianura e per il restante 5% in montagna. Si può affermare Trapani, (che presenta una superficie vitata di ben 87.000 ettari) è la provincia più produttiva per la Sicilia occidentale, seguita da Agrigento e Palermo. La Sicilia che oggi non è più nota solo per i suoi straordinari vini dolci e liquorosi, conosciuti in tutto il mondo, (come il Marsala e altri vini da dessert come il Moscato ed il Passito di Pantelleria, la Malvasia delle Lipari, il Moscato di Noto e Siracusa) ma presenta vini da tavola, che si sono imposti nel variegato panorama nazionale…. spiccano il Nero D'Avola, detto vitigno principe siciliano. Il nero d'Avola prodotto nella parte orientale della Sicilia è caratterizzato da grande finezza, con sentori di frutta secca. Tra i vini siciliani prodotti con uve a bacca rossa spiccano anche il Frappato e il Nerello Mascalese. Accanto alle autoctone, non mancano varietà italiane come il Barbera. A fronte di una tale varietà e abbondanza, non c'è da stupirsi se oggi si assiste al fenomeno degli investimenti nel settore vitivinicolo in Sicilia da parte di grandi aziende del settentrione, che acquistano terreni dove impiantare nostre varietà autoctone e non c'è da meravigliarsi se si afferma che la Sicilia è la regione italiana con il maggiore patrimonio vitivinicolo di tutta l'Italia. La Sicilia rivendica con forza e sente intimamente propria la denominazione di "terra della vite e dell’ulivo", che riporta, nel segno della continuità, all’antichità più remota e alla culla della civiltà mediterranea.

Breve storia del vino in Sicilia
Vino SiciliaIl primato spetta ai Fenici per aver introdotto la pregiata bevanda in tutto il Mediterraneo e, naturalmente, anche in Sicilia. Ma il ritrovamento di viti dette "ampelidi" scoperte alle falde dell'Etna e nell'Agrigentino, dimostrano la presenza della vite selvatica, facente parte della rigogliosa flora mediterranea, già nell'Era Terziaria. Con l'arrivo dei Greci nell'Isola ( VIII sec. a.C.), la cultura enoica di questo grande popolo trovò terreno fertile in Sicilia. In 500 anni di permanenza nell'Isola, trascorsi in armonia con la gente del posto, trasformarono le abitudini dei Siciliani, che divennero veri esperti non solo nella coltivazione della vite, ma anche dell'olivo e del grano. Grazie alle ottimali condizioni del clima, il bacino mediterraneo divenne area privilegiata per la coltura della vite. Con l'espansione dell'Impero romano, qualche secolo dopo Cristo, la Penisola divenne la maggior produttrice di vitigni da esportazione e di vino. Diodoro Siculo, riporta che il vino perveniva in Gallia dall'Italia e numerosi resti di anfore ritrovate sulle strade utilizzate per i commerci dell'esportazione del vino ne testimoniano la veridicità delle affermazioni. Il vino per i romani era considerata bevanda sacra, e Bacco, dio romano del vino, era onorato con particolare dedizione. Narra la leggenda che sia stato Bacco a piantare la prima vite ai piedi dell'Etna. Qui, per la prima volta, l'uva fu raccolta per essere trasformata in vino. Se il vino è il nettare degli Dei quale migliore sede, per produrlo che la Sicilia, terra del mito e terra del sole.

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